La Valle dell’Aso, una magnifica area composta da un’ infinità di appezzamenti a bosco, frutteti, vigneti, orti, seminativi; un alto livello di vivibilità per la quasi totale assenza di elementi inquinanti. Il fiume da cui prende il nome, dal latino Asis, nasce a Montemonaco, fra il Monte Porche e la Cima del Prata, snodandosi lungo la valle per una lunghezza di 63 km, va poi sfociare nel mare Adriatico all’altezza del comune di Pedaso

La Valdaso è uno splendido territorio che intervalla scorci di immutata bellezza rinascimentale ad altri, con una moderata densità abitativa o industriale, che mai stonano troppo con l’ambiente circostante. In Primavera i Sibillini ancora innevati fanno da sfondo ad un paesaggio dai colori incantevoli con case coloniche, boschi e piccole macchie, calanchi, frutteti in fiore, vigneti, orti e campi di seminativi.

Campofilone è famosa nel mondo per i suoi maccheroncini IGP, un particolare formato di pasta fresca all’uovo, vanto e ricchezza del paese, cui è dedicata anche una sagra che si svolge da ben 52 anni nella prima metà di Agosto.

Montefiore dell’Aso è “Uno dei Borghi più Belli d’Italia” ed ospita una delle strutture museali più interessanti delle Marche: il Polo Museale S.Francesco. Qui potrete ammirare la Maddalena di Carlo Crivelli (da non confondersi con quella custodita nel Rijksmuseum di Amsterdam): questa rappresentazione della Santa con il celebre sguardo di profilo, sorridente ed ammiccante, è un’opera di rara bellezza e seduzione.

Moresco è uno dei borghi più belli d’Italia dal 2001 e qui, a mio modesto parere, potrete scattare in qualsiasi stagione la foto più bella delle Marche. Raggiunto il paesino superatelo in direzione Lapedona/Altidona, dopo circa un km troverete una piazzola, da lì puntate il vostro obiettivo sul piccolo borgo e non ve ne pentirete! Se ne avrete voglia visitate il centro storico con la sua atmosfera medioevale, il castello, la Torre Eptagonale, la piazza con il bel portico e il Palazzo Comunale che conserva una grande pala d’altare dipinta dal nostro ormai noto Vincenzo Pagani.

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